RIFLESSI DI PAROLE

RIFLESSI DI PAROLE

Spazi tra le righe di contemplazione e di riflessione per aiutare a ritrovare, coltivando ogni giorno, l’intimità, l’interiorità e il silenzio. La vera fonte di energia spirituale e fisica è l’esercizio della mente e del corpo abbracciando la consapevolezza di ciò che si pensa, si dice e si fa. Spezzare l’inerzia del pensiero consumato dal ronzio assordante dell’indifferenza, dell’apatia e della omologazione in favore della riscoperta dell’unicità della persona, del valore dell’esistenza, dell’importanza di vivere secondo coscienza, cuore e anima.








21 MAGGIO




Parenti fetenti




Il senso della famiglia, l’amore e il rispetto, i valori, ecc… sono inculcati in ciascun bambino sin dalla nascita. Esistono famiglie unite, bendisposte, amorevoli e meravigliose ma esistono pure, e nella stragrande maggioranza, famiglie in cui vige un legame malsano di protezione, possesso, cattività spacciato per affetto. Invidia, gelosia, rancore, invadenza, opportunismo, malevolenza, dispetto, minaccia, oppressione, preferenza, rivendicazione, interesse, ritorsione, sono presenti in forma più o meno maggiore in tutti i gradi di parentela. La famiglia è una piccola società a sé stante che non si sceglie ma che si eredita così si deve gestire. Il pericolo di intrusione, ingerenza, zizzania è sempre in agguato. La zia che si dimostra tanto disponibile è in realtà una frustrata diabolica intrigante, il cugino tanto simpatico si dimostra un latitante nel momento del bisogno, lo zio che non si è mai degnato di un segnale di vita negli anni, improvvisamente si materializza, piantando grane, in vista di una questione economica. Le gare di bravura, successo, affermazione nel lavoro e in privato si sprecano, il paragone è pronto a scattare nelle famiglie eternamente in competizione. I parenti ignoranti e fetenti sono più fonte di guai che di supporto, minano la vita altrui, a volte la annientano o, almeno, tentano, il più delle volte dimostrano solo quanto siano degli esseri inetti. “I parenti lontani sono quanto c’è di meglio, e quanto più sono lontani, tanto meglio è” (Kin Hubbard, pseudonimo di Frank McKinney Hubbard, umorista e disegnatore statunitense).


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Spazi tra le righe di contemplazione e di riflessione per aiutare a ritrovare, coltivando ogni giorno, l’intimità, l’interiorità e il silenzio. La vera fonte di energia spirituale e fisica è l’esercizio della mente e del corpo abbracciando la consapevolezza di ciò che si pensa, si dice e si fa. Spezzare l’inerzia del pensiero consumato dal ronzio assordante dell’indifferenza, dell’apatia e della omologazione in favore della riscoperta dell’unicità della persona, del valore dell’esistenza, dell’importanza di vivere secondo coscienza, cuore e anima.








20 MAGGIO




Ubriachi di volgarità


La dignità è una fatica, l'intelligenza è impresa ardua, la compostezza un'arte perciò si ricorre facilmente alla volgarità quale mezzo per esprimersi, atteggiarsi, comportarsi, rapportarsi. Le parolacce, gli intercalari, le espressioni colorite per esplicare un concetto, una frase, un pensiero sono accompagnati da sguaiataggine, sbruffonaggine, pochezza che se in un uomo non è cosa bella né da sentire né da vedere, nella donna è ancor più sconvolgente, mostruosa, inaccettabile. “Vi sono certi individui. sul viso dei quali è impressa una tale ingenua volgarità e una tale bassezza del modo di pensare, nonché una tale limitatezza bestiale dell’intelletto, che ci stupisce come mai simili individui abbiano il coraggio di uscire con un simile viso e non preferiscano portare una maschera” (Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco)


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19 MAGGIO





Sfruttare quanto possibile




Sarà capitato di notare e conoscere persone dedite all’opportunismo, non solo a livello lavorativo e amicale ma anche in ambito famigliare. E’ deprimente scoprire che ad approfittare di mamme, suocere, sorelle, cognate sia un’altra donna della stessa famiglia. Che sia per parcheggiare il proprio figlio, che sia per estorcere qualche favore, che sia per convenienza di denaro, la sfruttatrice, avida ed egoista, esercita abilmente tutte le sue doti di manipolazione, le sue forme ricattatorie, le sue minacce subdole per ottenere ciò che più le conviene. Il compagno generalmente è succube o ignaro o assente così la sfruttatrice sfoga tutta la sua frustrazione, infelicità, contrarietà sulle altri componenti della famiglia gettando loro addosso tutta la rabbia e l’invidia che ha in corpo. Si aspetta completa obbedienza e sottomissione, lei detta le regole, gli orari, i comandi da eseguire come da sua volontà e sgarrare significa assistere a capricci, ritorsioni, musi lunghi. Sono brave a girare la frittata, a sfruttare le situazioni a proprio vantaggio, a far passare dalla parte del torto la buona, accomodante e disponibile “serva” di turno. Quando si chiede ad una donna perché sopporta e vizia la propria sfruttatrice le risposte sono quasi sempre due, una è che anch’esse sono deboli caratterialmente, la seconda è che la sfruttatrice fa loro pena. “Spesso ciò che conviene fa dimenticare ciò che è giusto” ( Bodie Thoene, autore statunitense)



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Spazi tra le righe di contemplazione e di riflessione per aiutare a ritrovare, coltivando ogni giorno, l’intimità, l’interiorità e il silenzio. La vera fonte di energia spirituale e fisica è l’esercizio della mente e del corpo abbracciando la consapevolezza di ciò che si pensa, si dice e si fa. Spezzare l’inerzia del pensiero consumato dal ronzio assordante dell’indifferenza, dell’apatia e della omologazione in favore della riscoperta dell’unicità della persona, del valore dell’esistenza, dell’importanza di vivere secondo coscienza, cuore e anima.








18 MAGGIO




Tra passato, presente e futuro



“Il museo è uno dei luoghi che danno l’idea più elevata dell’uomo” (André Malraux, scrittore e politico francese). Sin dalla tenera età i bambini dovrebbero andare nei musei, luoghi di testimonianze materiali e immateriali dell’uomo, del suo sapere, della sua arte e del suo tempo. Solo attraverso le opere passate ci si misura, ci si relaziona, ci si identifica, ci si rispecchia. Spazio di riflessione, di relax, di emozione, il museo è sede di ricchezza artistica e spirituale che appartiene al passato per le vite e le opere nate nel corso del tempo, al presente per la molteplicità di sensazioni, ricordi, studi, considerazioni, amore per la bellezza, al futuro per la consapevolezza della preservazione e conservazione di quell’immortalità, anche solo di una visita, che solo un museo può custodire e svelare ai posteri.



RIFLESSI DI PAROLE

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17 MAGGIO




Il diverso che inquieta


Occasione di arricchimento o di disagio, di curiosità o di allontanamento, di incontro o di scontro, di empatia o di disprezzo, la diversità di genere, di vedute, di pareri, di razze, di culture spaventa, allarma, infastidisce. L’uguaglianza dei diritti non equivale all’uguaglianza dei ruoli, la similitudine di pensiero non è uniformità universale, la parità non è omologazione. La diversità è elemento di unicità, caratterizzazione, peculiarità, parte di un insieme che pensa, parla, agisce secondo sua esigenza, convinzione, educazione, cultura, religione, mentalità, condizione, ecc… Le regole, le leggi, le convenzioni servono a disciplinare la convivenza sociale nel rispetto reciproco pena l’esplosione di supremazie, pretese, rivendicazioni, accuse, scontento che sfociano inevitabilmente nell’avversione degli uni verso altri. “Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi” (Charles Evans Hughes, giurista e politico statunitense)


RIFLESSI DI PAROLE

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16 MAGGIO




L’esasperazione del nudo femminile



L’impudicizia, la moltiplicazione degli atti sessuali, il vizio della lussuria, la trasgressione, la volgarità, l’oscenità conferiscono alla nudità non artistica una connotazione di eccesso, di saturazione, di perversione. Si assiste frequentemente all’esibizione di corpi seminudi o nudi, colmi di malizia svelata, sfacciata, sconsiderata in televisione, in rete, accompagnata da un linguaggio triviale, da un comportamento fuorviante e un atteggiamento ammiccante e sconsiderato. Esemplari di donne che si spogliano con disinvoltura, ostentando le loro fattezze fisiche naturali o artificiali con tanta naturalezza spinte da un compenso economico, da esigenze di copione, da brama di notorietà o, peggio ancora, dalla convinzione che le proprie libertà, diritti, dignità ed emancipazione passino attraverso l’esposizione del proprio corpo nudo, alimentano, invece, la mercificazione, le psicopatie sessuali e l’impotenza maschile. “Metti a nudo il tuo cuore, e la gente starà ad ascoltarti per quello. E solo quello è interessante” (Joseph Conrad, nato Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, scrittore polacco naturalizzato britannico)



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15 MAGGIO




Famiglie senza figli

Il pensiero e il desiderio di mettere al mondo un bambino quando si trova il partner giusto è conseguenza naturale del compimento del proprio amore e della propria unione. L’ideale del figlio, risolutore di ogni dissidio, frutto scontato dell’unione, componente terzo che corona, completa e salda il legame della coppia, che nel mondo idilliaco, fantastico e perfetto della propria mente funzionerebbe, diventa per molte donne quasi un’ossessione da assecondare. Retaggi clericali, di vecchie tradizioni e di mentalità contadine sono molto lontani dalla realtà della società industrializzata, progressista e civile che soffre, boccheggia e mal si sopporta l’un l’altro. Aumentano le famiglie senza figli, le quali, sempre più per scelta, preferiscono non procreare e non partecipare ulteriormente al danneggiamento del delicato equilibrio tra la sovrappopolazione già esistente e l’ecosistema mondiale. “Qual è il pericolo maggiore, una guerra nucleare o l'esplosione demografica? Quest'ultima sicuramente! Per non morire di guerra atomica basta non premere un bottone, mentre per morire per le conseguenze della sovrappopolazione, della carestia, dell'anarchia, della distruzione dei nostri valori più cari, non c'è bisogno di fare nulla” (Isaac Asimov, scrittore e biochimico russo naturalizzato statunitense)